Febbraio è uno dei mesi più sottovalutati per visitare Siena. Non è il mese del Palio, non è il periodo della scopertura del pavimento del Duomo, e non promette la lunga luce dorata della tarda primavera. Proprio per questo, però, è il mese in cui la città si lascia leggere meglio: musei, complessi monumentali, teatri, caffè storici, passeggiate corte ma dense, e una tavola che in inverno torna a essere parte importante del viaggio. In termini pratici, le medie climatologiche 1991–2020 indicano per febbraio una temperatura media di circa 7 °C, con minime medie attorno a 3 °C e massime medie attorno a 11 °C. In parallelo, i principali poli culturali restano pienamente visitabili in orario invernale, anche se con chiusure o riduzioni che vanno pianificate con attenzione.
Se dovessimo riassumere il senso di un soggiorno senese a febbraio in una sola frase, diremmo questo: è il mese giusto per chi vuole una Siena più culturale che spettacolare, più da dettagli che da grandi folle, più da interni magnifici che da agenda da riempire all’infinito. Il complesso del Duomo di Siena resta uno dei cardini assoluti della visita, ma in febbraio il pavimento è normalmente coperto e non va quindi considerato il motivo principale del viaggio. A pochi passi, Santa Maria della Scala lavora benissimo come museo “rifugio” per i giorni freddi o piovosi, mentre il Museo Civico di Siena e, quando accessibile, la Torre del Mangia danno alla giornata il suo asse civico e panoramico.
Dal punto di vista dell’alloggio, febbraio accentua una differenza che a Siena conta sempre: la base non serve solo a dormire, ma a semplificare la logistica. Tra ZTL, saliscendi, parcheggi e arrivi invernali con valigie, scegliamo sempre di dare più peso alla praticità di quanto si faccia in altri mesi. In quest’ottica, il Minerva ha una proposta molto coerente con il periodo: è dentro le mura ma fuori ZTL, ha garage interno con accesso diretto alla reception, reception H24, colazione italiana e internazionale, ascensore, giardino panoramico e una posizione che il sito ufficiale descrive come circa 15 minuti a piedi da Il Campo, circa 17 minuti dall’area Duomo e meno di 2 minuti in auto dalla stazione.
Febbraio in 30 secondi
Temperatura media circa 7 °C; Duomo e complesso monumentale in orario ridotto invernale; Santa Maria della Scala chiuso il martedì fino al 14 marzo; Museo Civico in fascia 10:00–18:00 fino al 28 febbraio; Torre del Mangia in fascia invernale 10:00–16:00 ma con disponibilità da verificare perché il sito del museo segnala che può risultare temporaneamente chiusa.
Siena a febbraio
Clima reale, non solo da cartolina
A febbraio Siena non è “gelida” nel senso alpino del termine, ma può risultare più fredda di quanto dicano i numeri, perché l’esperienza in città è fatta di salite, vento canalizzato dai vicoli e soste all’aperto tra una visita e l’altra. Le medie 1991–2020 rilevate per Siena indicano minime medie di 3,0 °C e massime medie di 11,0 °C; in altre parole, il tipo di febbraio in cui ci si veste a strati, si cammina bene con scarpe serie, e si apprezza molto la possibilità di entrare spesso in un museo, una chiesa o una sala storica riscaldata.
Per tradurre questi dati in scelte pratiche: la mattina serve quasi sempre un cappotto leggero o una giacca calda, una sciarpa non è mai fuori luogo, e l’ombrello pieghevole resta un compagno intelligente. Non per drammatizzare il meteo, ma perché Siena in inverno funziona meglio quando il viaggiatore non è costretto a rincorrere il clima. Chi arriva preparato vive la città con un ritmo molto più piacevole e sfrutta davvero la densità del centro storico.
Cosa cambia rispetto ai mesi più celebri
La prima grande differenza è che febbraio non va prenotato per il “colpo di scena” del pavimento scoperto del Duomo. L’Opera del Duomo indica per il 2026 la scopertura dal 27 giugno al 31 luglio e dal 18 agosto al 15 novembre; dunque in febbraio la visita al complesso va pensata per la Cattedrale, la Libreria Piccolomini, il Museo dell’Opera, il Facciatone, la Cripta e il Battistero, non per quella specifica finestra straordinaria. Questo non riduce il valore della visita: semplicemente cambia l’aspettativa corretta.
La seconda differenza è che febbraio è perfetto per una Siena “a moduli”: due ore di visita intensa, pausa lunga, seconda uscita nel primo pomeriggio o al tramonto, serata a teatro o cena lenta. La città si presta moltissimo a questa architettura del tempo, perché i poli principali sono vicini tra loro ma non così vicini da permetterti di fare tutto bene senza concederti pause. Nei mesi freddi questa impostazione non è un lusso: è il modo giusto di usare la città. Le fasce orarie invernali del Duomo, del Santa Maria della Scala e del Museo Civico rendono questo ritmo concretamente praticabile.
Cosa fare a Siena a febbraio
Musei e monumenti da mettere davvero in agenda
Il complesso del Duomo resta il motivo per cui si torna a Siena anche a febbraio. La Opera della Metropolitana di Siena indica per il periodo 7 gennaio–31 marzo 2026 l’orario 10:30–17:30 (da verificare per gli anni successivi) per Cattedrale, Libreria Piccolomini, Museo dell’Opera, Facciatone, Cripta e Battistero; la domenica l’orario festivo della sola Cattedrale è 13:30–17:30, mentre il resto del complesso segue l’orario feriale. Il punto pratico è semplice: in febbraio puoi visitarlo bene, ma devi farlo nelle ore giuste e senza costruire la giornata sull’idea del pavimento scoperto.
Appena di fronte, Santa Maria della Scala è uno dei migliori alleati di chi viaggia in bassa stagione. Fino al 14 marzo 2026 osserva un orario invernale molto chiaro: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10:00–17:00; sabato, domenica e festivi 10:00–19:00; martedì chiuso. Il museo segnala inoltre un percorso interamente accessibile, ascensore, servizi igienici attrezzati, sedute lungo il percorso, app multilingue e possibilità di iPad in prestito. Per un febbraio freddo o piovoso, è esattamente il tipo di istituzione che trasforma una giornata complicata in una giornata riuscita.
Sul lato civico della città, il Museo Civico merita uno spazio vero, non una visita di ripiego. I suoi orari fino al 28 febbraio sono 10:00–18:00, con ultimo ingresso alle 17:15. È qui che si incontra da vicino la narrazione politica e artistica della Siena comunale, con il ciclo del Buon Governo come fulcro assoluto. La Torre del Mangia, quando visitabile, ha invece orario invernale 10:00–16:00 con salite ogni 45 minuti e massimo 25 persone per turno; ma il sito del museo segnala anche che può risultare temporaneamente chiusa, e la pagina delle avvertenze ricorda che non è dotata di ascensore, richiede circa 400 gradini ed è sconsigliata a chi soffre di particolari condizioni fisiche. In febbraio, più che in altri mesi, questa non è una nota marginale: è un pezzo di pianificazione.
Un discorso a parte merita la Pinacoteca Nazionale di Siena . In generale sarebbe uno dei luoghi naturali da consigliare in febbraio, ma per il 2026 il Ministero della Cultura ha comunicato la chiusura dal 26 gennaio al 30 giugno per lavori di ristrutturazione finanziati dal PNRR, con l’indicazione di alternative come Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla e alcune chiese del sistema museale nazionale senese. Questo è il classico caso in cui una guida onesta deve fermarsi e scrivere: da verificare. Se leggi questa pagina per un febbraio successivo, non dare per scontato né la chiusura né la riapertura senza un controllo ufficiale.
Passeggiate brevi e belle
A febbraio non serve progettare passeggiate chilometriche. Ne bastano due o tre ben scelte. La prima è quella che parte da Piazza del Campo e scende verso Orto de’ Pecci : poche centinaia di metri separano la piazza più civica e scenografica della città da un angolo verde quasi rurale, dentro il centro storico, con prato, orto medievale e fattoria didattica. È una deviazione eccellente se viaggi con bambini, ma funziona bene anche per chi semplicemente vuole respirare dopo due ore di museo.
La seconda è il triangolo tra Basilica di San Domenico , la zona di Camollia e la Fortezza Medicea . Non è la Siena delle “must-see list” più immediate, ma è la Siena che restituisce l’idea della città abitata e respirabile. Qui, se il pomeriggio è sereno, fai una delle cose migliori possibili a febbraio: una passeggiata senza obiettivo museale, solo per cambiare luce e sguardo. È anche la soluzione giusta per chi non vuole imbottire il viaggio di interni ma non ha nemmeno voglia di stare ore fuori al freddo.
La terza, più raccolta e perfetta per un city break da coppia, è quella che tocca la Basilica di San Francesco , Piazza Salimbeni, via di Città e l’arrivo sull’area del Duomo. È il tipo di percorso che a febbraio funziona anche tardi nel pomeriggio, quando non vuoi più “fare il museo” ma vuoi ancora vedere Siena muoversi lentamente tra le sue pietre. Se soggiorni al Minerva, questi assi urbani sono coerenti anche con la sua posizione operativa.
Idee indoor per freddo e pioggia
La versione intelligente di una giornata piovosa a Siena non è “resistere” fuori: è usare la città per quello che sa fare benissimo. Colazione lunga, complesso del Duomo nella prima fascia utile, Santa Maria della Scala subito dopo, pausa pranzo seria, Museo Civico nel pomeriggio e, se il calendario aiuta, teatro la sera. Questo schema è concreto, non teorico: orari e prossimità dei luoghi lo rendono davvero praticabile in inverno.
Un secondo formato indoor, particolarmente forte a febbraio, è quello “mostra + città antica + salotto”. Santa Maria della Scala nel 2026, per esempio, ha segnato il 20 febbraio come avvio di “Metamorfosi del Sacro” e il 28 febbraio come inizio di “Doppio Senso 4”; sono date dell’anno consultato e quindi da trattare come esempi, ma mostrano una cosa importante: i musei senesi non si limitano alle collezioni permanenti, e l’ultima parte del mese può offrire motivi in più per tornare o trattenersi.
Se viaggi in famiglia, la combinazione più indulgente è spesso Santa Maria della Scala più Orto de’ Pecci, con una sosta al chiuso e una, se il tempo lo consente, in un luogo in cui i bambini possano respirare e muoversi. Se viaggi in coppia, il teatro è la migliore risposta alle giornate corte. Se viaggi per lavoro e ti ritagli mezza giornata, Museo Civico e Duomo sono probabilmente l’accoppiata più efficace.
Ristorazione e enogastronomia
A febbraio la tavola senese torna al centro del viaggio, e non solo per il gusto. È proprio il mese in cui la cucina locale mostra meglio il suo lato più convincente: zuppe, pani, paste robuste, salumi, selvaggina dove disponibile, dolci speziati. Le fonti turistiche ufficiali delle Terre di Siena e di Toscana Promozione insistono su un repertorio molto chiaro: pici, crostini neri, salumi di Cinta Senese, pecorini, cinghiale, ribollita e, sul fronte dolce, ricciarelli, panforte, pan pepato, cavallucci e altri dolci da forno della tradizione. Se a giugno la ristorazione è spesso una parentesi tra una passeggiata e una serata all’aperto, a febbraio diventa parte della sceneggiatura della giornata.
Noi la organizzeremmo così. A pranzo, soprattutto se fuori è umido, cerca una trattoria che lavori bene su primi e zuppe: pici al sugo, pappa al pomodoro, ribollita, crostini e taglieri sono più utili del solito perché ti tengono in ritmo con la città. A cena, se vuoi un’esperienza più ampia, ha senso spostarsi tra osteria classica, enoteca o ristorante di hotel. Il punto non è trasformare la guida in una rubrica di indirizzi che cambiano, ma darti un criterio: in febbraio funzionano meglio i locali che sanno essere rifugio, non solo vetrina.
La parte dolce merita un discorso a sé. Siena è una delle poche città italiane in cui il reparto dessert tradizionale può da solo raccontare un pezzo serio dell’identità urbana. Panforte e pan pepato hanno una storia lunghissima; i ricciarelli sono il dolce più immediato da regalare e da portarsi dietro; i cavallucci sono la prova che la pasticceria senese non nasce per piacere a tutti, ma per restare se stessa. In febbraio, quando le temperature invitano davvero a tè, caffè e vini da meditazione, questa parte del patrimonio gastronomico lavora meglio che in qualunque altro mese mite.
Ordine consigliato in una cena di febbraio
Antipasto di crostini e salumi, primo di pici o zuppa della tradizione, secondo di carne o cinghiale se presente, chiusura con ricciarelli o panforte e, se ti piace, Vin Santo. Non è obbligatorio fare tutto: ma è la sequenza più “senese” e più coerente con il mese.
Per una lettura pratica della ristorazione, aggiungiamo un’ultima nota. Febbraio è uno dei mesi in cui la colazione in hotel conta davvero. Se hai in mente molte visite, partire con una colazione piena è una scelta logistica prima ancora che gastronomica. Nel caso del Minerva la colazione è presentata come italiana e internazionale, con servizio anche in camera o in giardino; e in inverno, quando non vuoi perdere tempo a cercare subito un bar prima del primo museo, questa dotazione cambia molto la fluidità della giornata.
Itinerari, mappe e percorsi suggeriti
Un giorno per leggere la città senza schiacciarla
Se hai un solo giorno, la regola d’oro è non disperdere energie. Mattina sul Duomo e sul complesso collegato; tarda mattina o primo pomeriggio al Santa Maria della Scala; pausa pranzo vera; poi discesa verso Piazza del Campo, Palazzo Pubblico e, solo se disponibile e fisicamente adatta a te, Torre del Mangia. Questo itinerario funziona bene perché riduce gli spostamenti inutili, sfrutta orari invernali compatibili e concentra il viaggio sul nucleo in cui Siena è più potente.
Nel tardo pomeriggio, se non vuoi chiudere tutto in interni, il miglior epilogo è una passeggiata breve: Orto de’ Pecci se vuoi quiete e verde, oppure asse San Domenico–Fortezza se vuoi aria e una Siena più urbana. La cosa importante è non farti sedurre dall’idea di “vedere tutto”: a febbraio, più che in altri mesi, la vittoria sta nella qualità del ritmo.
Due giorni per alternare capolavori e città abitata
Con due giorni, Siena cambia faccia. Il primo va dedicato alla città monumentale, come sopra. Il secondo, invece, puoi usarlo per allargare lo sguardo: Basilica di San Domenico, Camollia, Piazza Salimbeni, Museo Civico se non l’hai fatto con calma il giorno prima, e serata a teatro se in calendario. In alternativa, se piove, puoi tenere il teatro per la sera e lasciare il secondo giorno alla formula “mostra + lunga pausa + città al crepuscolo”.
Il bello del due giorni è che ti permette di usare meglio anche l’hotel. Se scegli un posto che facilita davvero ingresso, parcheggio e rientro, eviti quella sensazione tipica delle città collinari in cui ogni uscita sembra una spedizione. È uno dei motivi per cui, a febbraio, i dettagli operativi di una struttura contano più della sola “vicinanza al monumento”.
Tre giorni per una Siena più lenta
Il terzo giorno non dovrebbe servire ad “aggiungere nomi” ma a rallentare l’esperienza. Significa, per esempio, dedicare più tempo a Santa Maria della Scala, stare di più in Piazza del Campo, fare una passeggiata senza obiettivo lineare, comprare dolci da forno da portare a casa, oppure usare mezza giornata per un quartiere o un museo minore che l’articolo non mette in copertina. È anche il formato di soggiorno in cui il Minerva diventa particolarmente sensato: torni, ti fermi, fai colazione senza fretta, e la città smette di essere un elenco.
Mappe e percorsi suggeriti
Per chi vuole qualcosa di più vicino a una “mappa mentale” che a un navigatore, questi sono i tre tracciati che consigliamo di segnare.
Il primo è il percorso monumentale corto: area Duomo → Santa Maria della Scala → Piazza del Campo → Palazzo Pubblico. È la spina dorsale della città e, in febbraio, ha il vantaggio di restare quasi interamente dentro una logica culturale e compatta.
Il secondo è il percorso verde e di decompressione: Piazza del Campo → Orto de’ Pecci → rientro in centro. Perfetto con bambini, perfetto dopo i musei, perfetto quando vuoi respirare senza prendere un mezzo.
Il terzo è il percorso pratico di arrivo: stazione → risalita meccanizzata Antiporto–Porta Camollia → centro; oppure parcheggio Santa Caterina → risalita del Costone → area Duomo; oppure, se soggiorni al Minerva, arrivo diretto in struttura fuori ZTL con garage interno e poi centro a piedi. È il tipo di “mappa” che non sembra romantica finché non arrivi davvero con valigia, pioggia o stanchezza.
Dove dormire
Qui si decide se il soggiorno sarà vacanza o logistica. A febbraio, più che in altri mesi, contano tre cose: arrivare senza stress, rientrare bene a fine giornata e avere una base che regga sia il viaggio culturale sia quello pratico. Il centro storico è bellissimo, ma ZTL, pendenze e parcheggi rendono l’alloggio una scelta strutturale, non cosmetica.
Profilo del Minerva








L’Hotel Minerva, da questo punto di vista, è un tre stelle con 56 camere climatizzate di quattro tipologie, ascensore, wifi, garage coperto a pagamento con accesso diretto alla struttura, reception attiva 24 ore su 24, colazione italiana e internazionale, bar, sala meeting fino a 40 persone, area relax e giardino panoramico sul centro storico.
La struttura insiste molto su un elemento che, per chi arriva in auto, a Siena fa davvero la differenza: è dentro la cinta muraria ma fuori ZTL.
La posizione è il suo argomento più concreto. Il sito ufficiale indica circa 15 minuti a piedi da Il Campo, circa 17 minuti dall’area Duomo, circa 13 minuti dalla Fortezza, meno di un chilometro dalla stazione ferroviaria e un accesso automobilistico comodo proprio perché non in ZTL. Per chi arriva in febbraio e non ha voglia di trasformare ogni spostamento in una piccola operazione urbana, questo profilo è convincente. Per famiglie e soggiorni misti leisure-business aggiungono valore le culle e le dotazioni per bambini citate dal sito, oltre alla presenza della sala meeting.
Sulle camere, la gamma è abbastanza leggibile. Le Easy Economy partono da circa 16 m² e sono pensate per chi privilegia il rapporto pratico. Le Elegant Standard partono da circa 19 m² e guardano il centro storico. La Camera Superior si muove anch’essa attorno ai 19 m² con vista sulla città e, in alcune configurazioni, terrazzina su richiesta. Le Junior Suite partono da 22 m², possono ospitare famiglie e offrono una vista ampia sugli antichi rioni, sulle basiliche di San Francesco e Provenzano e su Palazzo Salimbeni. Il prezzo di fascia indicato nel footer del sito ufficiale è €60–€150, da leggere naturalmente come indicativo e non come tariffa garantita per ogni data.
Consigli pratici, FAQ e contatti utili
Muoversi davvero in città
Per arrivare e muoversi a Siena, la cosa da salvare non è una sola app ma una logica. Chi arriva in treno ha dalla sua la risalita meccanizzata Stazione–Antiporto–Porta Camollia, aperta 24 ore su 24 e pensata proprio per collegare l’area ferroviaria al bordo del centro. Chi arriva in auto può ragionare in modo altrettanto concreto: parcheggio multipiano, risalita meccanizzata, centro a piedi. È il sistema urbano più intelligente della città, e in inverno diventa ancora più prezioso. Sul fronte del trasporto pubblico, la rete urbana ed extraurbana è gestita da Autolinee Toscane , che sul portale dedicato a Siena raccoglie linee, orari e mappe.
Parcheggi, ZTL e risalite
Il centro storico va trattato come ZTL di fatto, anche quando alcune finestre o deroghe cambiano. Per la maggior parte dei viaggiatori la scelta più razionale è non entrare dove non serve, ma appoggiarsi ai parcheggi strutturati. Le tariffe ufficiali di Si.Ge.Ri.Co. indicano per Campo, Duomo, San Francesco e Santa Caterina €2 l’ora, €35 la giornata continuativa, €85 tre giorni e €140 la settimana; per chi pernotta in città esiste una tariffa hotel ridotta a €25 al giorno con QR code rilasciato dalla struttura ricettiva. Il parcheggio Stazione, invece, resta l’alternativa economica: €0,50 per la prima ora e €2 oltre la seconda ora e per l’intera giornata.
Per chi punta al centro monumentale, due collegamenti meritano di stare in memoria. Il Costone, collegato a Santa Caterina, porta verso Duomo e Campo ed è aperto 24 ore su 24; la risalita San Francesco collega l’omonimo parcheggio e la fermata autobus con Piazza Salimbeni, Provenzano e l’asse centrale. Entrambe prevedono un servizio taxi sostitutivo per utenti con disabilità. Questo dettaglio conta davvero perché Siena, per bellezza e conformazione, resta una città in cui la mobilità ridotta va preparata con metodo.
Abbigliamento, orari e accessibilità
La valigia giusta per un febbraio senese è molto meno romantica di quanto dica Instagram e molto più efficace. Strati, scarpe con buona suola, ombrello pieghevole, eventualmente guanti leggeri, e un capo che funzioni bene quando esci dal museo nel tardo pomeriggio. Più interessante ancora è la gestione degli orari: in febbraio il Duomo chiude molto prima della bella stagione, Santa Maria della Scala è chiuso il martedì fino a metà marzo, il Museo Civico tiene l’orario 10–18 e la Torre lavora in fascia 10–16. In altre parole: non improvvisare l’ordine della giornata.
Sul fronte dell’accessibilità, conviene distinguere. Santa Maria della Scala dichiara un percorso museale accessibile, ascensore, carrozzine su richiesta e app con contenuti accessibili; NH Siena dichiara strutture accessibili, camere accessibili e ascensori con Braille; la Torre del Mangia, al contrario, non ha ascensore ed è fisicamente impegnativa. Anche il sistema delle risalite meccanizzate prevede taxi sostitutivi per utenti con disabilità. Per chi viaggia con mobilità ridotta, dunque, Siena è visitabile ma va progettata senza leggerezze.
FAQ in stile reception
A febbraio conviene davvero dormire dentro le mura?
Sì, se la struttura risolve anche l’accesso e non ti mette in guerra con la ZTL. Il punto non è solo stare “in centro”, ma stare in un centro praticabile. Un hotel fuori ZTL ma dentro la cinta muraria, con garage o parcheggio ben gestito, in febbraio vale doppio.
Il Duomo basta come visita principale o rischio di pentirmi perché il pavimento è coperto?
Il Duomo basta eccome, purché tu sappia prima che il pavimento scoperto non è l’argomento di febbraio. Se vai con l’aspettativa corretta, il complesso resta uno dei grandi motivi del viaggio. Եթե invece cerchi proprio quella finestra speciale, febbraio non è il mese giusto.
Piove: cosa salvo?
Salvi tantissimo. Duomo, Santa Maria della Scala e Museo Civico bastano già per una giornata ricchissima, e se c’è programmazione serale puoi chiuderla a teatro. La pioggia a Siena non è un disastro, è un invito a usare meglio gli interni.
La Torre del Mangia la posso considerare sicura in agenda?
No, non in senso assoluto. Va considerata un bonus, non il cardine della giornata: gli orari invernali esistono e la salita è regolata, ma il sito del museo segnala che può essere temporaneamente chiusa. Controlla il giorno prima o la mattina stessa.
Vengo con bambini: febbraio è un errore?
No. È un mese più semplice di quanto sembri, purché tu alterni interni caldi e tappe brevi. Santa Maria della Scala, Orto de’ Pecci e una struttura ricettiva con servizi family fanno una differenza enorme. Eviterei solo giornate da otto ore tutte in salita.
Arrivo in treno: meglio taxi, bus o a piedi?
Dipende da valigie, pioggia e orario. La risalita dalla stazione ti porta già verso il bordo del centro e funziona benissimo; se alloggi nel Minerva, il sito indica circa 15 minuti a piedi dalla stazione o circa 7 minuti in bus. Se piove o hai bagagli pesanti, il taxi resta razionale.
Chiudo con una cena importante o con una trattoria classica?
In febbraio vince spesso la cucina di sostanza: pici, zuppe, crostini, salumi, carni e dolci della tradizione lavorano meglio del solito. Se vuoi un’esperienza più di tono, Siena offre anche ristorazione di hotel e tavole gourmet; ma il mese, gastronomicamente, chiama la trattoria fatta bene.
Contatti utili da salvare
- Hotel Minerva Siena: Via Garibaldi 72, tel. +39 0577 284474, email info@albergominerva.mom.
- Opera Duomo Siena: call center +39 0577 286300, email opasiena@operalaboratori.com.
- Santa Maria della Scala: tel. +39 0577 228744, email segreteria@santamariadellascala.com.
- Museo Civico di Siena: informazioni e prenotazioni al +39 0577 286300 nei feriali; email museocivicosiena@operalaboratori.com per alcuni servizi indicati dal sito.
- IAT Siena: Palazzo Berlinghieri, Il Campo 7, tel. 0577 292222, email siena.iat@terredisiena.it.
- Si.Ge.Ri.Co.: numero verde 800562565, tel. 0577 228711 per parcheggi e mobilità.
- Taxi Siena / servizio taxi comunale: richiesta servizio tramite +39 0577 49222, app Taxi Move o canali indicati dal Comune. Il servizio è gestito dal consorzio Co.Ta.S. .
- Emergenze: 112 numero unico; 118 emergenza sanitaria.
Prenota il tuo soggiorno a Siena a Febbraio all’Hotel Minerva.
